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	<title>Pazienti.it</title>
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	<description>Per scegliere insieme</description>
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		<title>La sanità che vorrei</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 11:13:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico De Felice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[curare]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione recidive]]></category>
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		<category><![CDATA[solidale]]></category>

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		<description><![CDATA[Sanità e salute sono racchiuse in un termine: “bene comune”. La sanità che vorrei è una sanità in cui riemerga un buon rapporto medico-paziente. La sanità che vorrei è una sanità in cui la prevenzione ne sia il fulcro senza che veleggi alcun dubbio. La sanità che vorrei è quella il cui costo sia distribuito equamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25866" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"></p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Sanità" src="http://farm3.staticflickr.com/2366/2478514667_c11f906e33.jpg" alt="" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">Picture by aeu04117</p></div>
</dt>
</dl>
</div>
<p><strong>Sanità</strong> e<strong> salute </strong>sono racchiuse in un termine: “bene comune”. La sanità che vorrei è una sanità in cui riemerga un buon <a href="http://blog.pazienti.it/blog/lifestyle/la-riscoperta-del-rapporto-medico-paziente/"><strong>rapporto </strong>medico-paziente</a>.</p>
<p>La<strong> sanità </strong>che vorrei è una <strong>sanità</strong> in cui la <strong>prevenzione</strong> ne sia il fulcro senza che veleggi alcun dubbio.</p>
<p>La <strong>sanità</strong> che vorrei è quella il cui <strong>costo</strong> sia distribuito equamente  senza litigi politici che con la salute dei cittadini poco hanno a che fare.</p>
<p>La <strong>sanità</strong> che vorrei è una sanità “semplice”  in cui le <strong>idee </strong>semplici siano condivise ed applicate.</p>
<p>La <strong>sanità</strong> che vorrei è una sanità <strong>onesta</strong> in cui chi ha colpa sia responsabilmente punito.</p>
<p>La <strong>sanità</strong> che vorrei è una sanità per <strong>curare</strong> soprattutto in questo periodo di crisi economica.</p>
<p>La <strong>sanità</strong> che vorrei è una sanità in cui i <strong>farmaci</strong> ed i vaccini non siano lo strumento per terapie non mediche.</p>
<p>La <strong>sanità</strong> che vorrei è una sanità <strong>solidale</strong> senza interessi personali.</p>
<p><strong>La sanità che vorrei è una sanità di parole</strong>,<strong> ma soprattutto di fatti.</strong></p>
<p>Per i pazienti.</p>
<p><strong><em>Il <a href="http://www.sanitasana.com/" target="_blank">Dr Domenico De Felice</a> dopo una lunghissima esperienza maturata presso l’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano e presso altre cliniche oculistiche della Lombardia è membro dell’ Associazione Sulle regole di Gherardo Colombo nel gruppo Sanità e Consulente Oculista presso la Casa di Cura San Camillo di Milano.</em></strong></p>
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		<title>Il caso del progetto Diana</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 14:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VitaeSalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[Progetto Diana]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie]]></category>
		<category><![CDATA[terapie oncologiche]]></category>
		<category><![CDATA[tumori]]></category>

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		<description><![CDATA[Esperimenti importanti come il progetto Diana, portato avanti dall’Istituto dei tumori di Milano, dimostrano come un scelta adeguata di alimenti possa aiutare a prevenire i tumori al seno e anche le ricadute in donne già operate. Ma chiunque debba sottoporsi a una chemioterapia può trarre vantaggio da una dieta povera di proteine animali e ricca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img title="Psicoterapie per i malati di cancro" src="http://farm6.staticflickr.com/5229/5600865680_ce722c2209.jpg" alt="" width="500" height="334" /><p class="wp-caption-text">Picture by Who killed Gregory??</p></div>
<p>Esperimenti importanti come il <strong>progetto Diana</strong>, portato avanti dall’<strong>Istituto dei tumori di Milano</strong>, dimostrano come un scelta adeguata di alimenti possa aiutare a prevenire i <strong>tumori al seno</strong> e anche le ricadute in donne già operate. Ma chiunque debba sottoporsi a una chemioterapia può trarre vantaggio da una <strong>dieta</strong> povera di proteine animali e ricca di cibi integrali e vegetali.</p>
<p>La <strong>dieta</strong>, però, è solo uno degli interventi possibili per affiancare le <strong>terapie oncologiche</strong> convenzionali: molto altro si può fare per aiutare il paziente ad affrontare le cure, per minimizzarne gli effetti collaterali e per sostenerlo psicologicamente. Tanto che oggi, molte di queste terapie sono disponibili nei principali centro oncologici all’estero &#8211; pensiamo allo Sloane Kettering Cancer Center di New York &#8211; e sempre più spesso anche in Italia.</p>
<p>Gli interventi psicologici a sostegno di un<strong> malato di cancro</strong> seguono principalmente due strade: «Può trattarsi di tradizionali interventi di psicoterapia e<strong> supporto psico oncologico</strong> &#8211; quindi di terapia attraverso la parola &#8211; per aiutare i malati, in qualche caso anche i loro familiari, ad affrontare e a dare senso a quanto sta accadendo», spiega Anna Costantini, presidente Sipo e direttrice del servizio di psico oncologia dell’ospedale Sant’Andrea di Roma. «Oppure di interventi che fanno leva su altri strumenti come meditazione, arteterapia, musicoterapia o danza. L’obiettivo, in ogni caso, è quello di farsi carico del benessere esistenziale e spirituale dei pazienti dal momento della diagnosi, che spesso genera ansia e depressione, all’impatto di <strong>terapie</strong> più a lungo termine; ma anche dopo la malattia, a volte soprattutto dopo, per aiutare i pazienti a recuperare una dimensione di piacere. Ed è importante che i malati si rendano conto del sostegno che possono trarre da queste <strong>terapie </strong>pensate per persone “normali” che devono affrontare un evento eccezionale come il <strong>cancro</strong>».</p>
<p>A cura di Paola Emilia Cicerone per <a href="http://www.vitaesalute.net/home.asp?id=160">Vita e Salute</a>, Maggio 2012</p>
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		<title>Una spalla su cui ridere</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 12:53:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Blini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’ospedale è uno spaese perché ti fa sentire spaesato. In questo non luogo le cose funzionano diversamente dal mondo di quelli con le scarpe, basta pensare che il posto più freddo si chiama camera ardente. Appena arrivato, ogni paziente è costretto a fare difficili esercizi di orientamento. Questo sito è una buona bussola, più che l’agorà della sanità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">
<div id="attachment_25835" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_25844" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://blog.pazienti.it/wp-content/uploads/2012/05/Ospedale1.jpg" rel="lightbox[25834]" title="Ospedale"><img class="size-medium wp-image-25844" title="Ospedale" src="http://blog.pazienti.it/wp-content/uploads/2012/05/Ospedale1-300x284.jpg" alt="" width="300" height="284" /></a><p class="wp-caption-text">Picture by Boy27wonder</p></div>
</dt>
</dl>
</div>
</div>
<div>L’<strong>ospedale</strong> è uno spaese perché ti fa sentire spaesato. In questo non luogo le cose funzionano diversamente dal mondo di quelli con le scarpe, basta pensare che il posto più freddo si chiama camera ardente. Appena arrivato, ogni <strong>paziente</strong> è costretto a fare difficili esercizi di orientamento. Questo sito è una buona bussola, più che l’agorà della <strong>sanità virtuale</strong>, direi che è l’agorà virtuosa della sanità. Qui siamo tutti alla ricerca di quel fuggente momento di pace, nascosto tra una fitta e l’altra, cercando di farlo durare a lungo. Personalmente, di parole magiche e di riti taumaturgici non ne conosco – a parte grazie, scusa e per favore &#8211; ma per esperienza di lavoro e di degenza so che le parole contengono un’energia che è bene tirare fuori dal corpo: le <strong>parole</strong> dei <strong>pazienti</strong> esorcizzano il male e sciolgono quel grumo di dispiaceri piazzato sull’anima; le parole dei <strong>dottori</strong> sono un unguento sottostimato dalla farmacopea che fa miracoli sul morale ferito dei malati. Non sono medico ma uno dei tanti pazienti e, fra le tante debolezze, ho il debole per le parole che fanno ridere. Chi sa ridere è padrone del mondo &#8211; scriveva Leopardi. La <strong>malattia</strong> è qualcosa di</div>
<div id="_mcePaste">grande che accade nelle nostre vite e le parole scherzose riducono lo spavento, la rimpiccioliscono rendendola un’avversaria contrastabile, facendoci sentire ancora padroni di una forza che è venuta meno. Proverò a parlare di <strong>ospedali</strong> in modo leggero, sperando di diffondere sorrisi contagiosi e di riceverne in cambio, insieme alle <strong>parole</strong>, alle storie, di tante <strong>ordinarie corsie</strong>. Poiché le lacrime in ospedale sono inevitabili, cercherò di offrire una spalla su cui ridere.</div>
<div><em>Fabrizio Blini è uno scrittore italiano, autore del libro <a href="http://blog.pazienti.it/blog/lifestyle/sono-storie-di-ordinaria-corsia/">&#8220;Storie di ordinaria corsia&#8221;</a></em></div>
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		<title>Tumori: i sostegni naturali</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 13:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VitaeSalute</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia è di quelle che colpiscono: basterebbero quarantotto ore di digiuno per aumentare l’efficacia della chemioterapia e prevenire le recidive. Sono i risultati ottenuti da un team di ricercatori coordinati da Valter Longo, direttore dell&#8217;Istituto di longevità presso la University of Southern California di Los Angeles, insieme ai colleghi del laboratorio di oncologia dell&#8217;Istituto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25829" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://blog.pazienti.it/wp-content/uploads/2012/05/Rimedi-naturali-al-tumore.jpg" rel="lightbox[25827]" title="Rimedi naturali al tumore"><img class="size-medium wp-image-25829" title="Rimedi naturali al tumore" src="http://blog.pazienti.it/wp-content/uploads/2012/05/Rimedi-naturali-al-tumore-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Picture by leoncillo sabino</p></div>
<p>La notizia è di quelle che colpiscono: basterebbero quarantotto ore di digiuno per aumentare l’efficacia della <strong>chemioterapia</strong> e prevenire le recidive. Sono i risultati ottenuti da un team di ricercatori coordinati da <strong>Valter Longo</strong>, direttore dell&#8217;Istituto di longevità presso la University of Southern California di Los Angeles, insieme ai colleghi del laboratorio di<strong> oncologia</strong> dell&#8217;Istituto Gianna Gaslini di Genova, diretto da <strong>Vito Pistoia</strong>. E anche se si tratta di studi su animali &#8211; le sperimentazioni sull’uomo sono appena iniziate &#8211; i risultati confermano quello che molti naturopati affermano da tempo. «In pratica, il <strong>digiuno</strong> permette di distinguere le cellule amiche da quelle nemiche, che reagiscono diversamente alla mancanza di cibo. Il cancro è come un esercito di traditori difficilissimo da combattere, dal momento che indossano la stessa divisa dei “nostri”, le cellule sane. Che in questo modo ottengono una sorta di scudo magico che le differenzia dai nemici “traditori”». «Non abbiamo ancora conferme dell’efficacia sui pazienti», aggiunge Longo, «ma pensiamo che i malati abbiano tutto il diritto di chiedere ai loro <strong>oncologi</strong> un parere su questo tema».</p>
<p>Si tratta dell’ennesima conferma, se ce ne fosse bisogno, del rapporto strettissimo tra <strong>alimentazione</strong> e <strong>cancro</strong>. Ci sono diversi alimenti di cui conosciamo gli <strong>effetti antitumorali</strong>, come cavoli, aglio e cipolla, e più in generale verdure e frutta, ma anche bevande come il tè verde; quest’ultimo, però, come osserva <strong>Fabio Firenzuoli</strong>, direttore del Centro di medicina integrativa dell’azienda ospedaliera di Careggi a Firenze, «risulta efficace soprattutto sotto forma di estratto». Mentre sono da evitare gli alimenti con elevato indice glicemico, come i cereali raffinati, ma anche le proteine in eccesso e i grassi animali.</p>
<p>A cura di Paola Emilia Cicerone per <a href="http://www.vitaesalute.net/home.asp?id=160">Vita e Salute</a>, Maggio 2012</p>
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		<title>La sanità italiana secondo Fabrizio Blini</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 10:24:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Lucivero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
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		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
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		<description><![CDATA[Fabrizio Blini, autore del libro &#8220;Storie di ordinaria corsia&#8221;, autobiografia di un paziente che trascorre gran parte della sua vita tra le mura di un ospedale, racconterà sul nostro blog il suo punto di vista sulla sanità di oggi. Tentando di dar voce ai pazienti, Blini proporrà una serie di articoli ironici ed oggettivi sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Storie di ordinaria corsia" src="http://blog.pazienti.it/wp-content/uploads/2012/04/storie-di-ordinaria-corsia-fabrizio-blini.jpg" alt="" width="140" height="216" /></p>
<p><strong>Fabrizio Blini</strong>, autore del libro <a href="http://blog.pazienti.it/blog/lifestyle/sono-storie-di-ordinaria-corsia/">&#8220;Storie di ordinaria corsia&#8221;</a>, autobiografia di un paziente che trascorre gran parte della sua vita tra le mura di un ospedale, racconterà sul nostro <strong>blog</strong> il suo punto di vista sulla <strong>sanità</strong> di oggi. Tentando di dar voce ai <strong>pazienti</strong>, Blini proporrà una serie di articoli ironici ed oggettivi sulle diverse sfumature che colorano la realtà ospedaliera italiana.</p>
<p>Ancora una volta protagonisti saranno i <strong>pazienti</strong>, &#8220;antropologi della flebo&#8221;, grazie ai quali, come in <strong>&#8220;Storie di ordinaria corsia&#8221;</strong>, si metteranno in rilievo le luci e le ombre che caratterizzano il <strong>servizio sanitario</strong> a 360 gradi.</p>
<p>Importante sarà raccontare anche l&#8217;impegno di migliaia di persone che dedicano la loro vita ad aiutare i <strong>pazienti</strong>, contribuendo con la loro preziosa azione a migliorare la difficile vita negli ospedali.</p>
<p>Insomma, un interessante spunto di riflessione che speriamo possa coinvolgere tutti gli utenti che ci seguono!</p>
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		<title>Giornata Nazionale per l&#8217;Epilessia</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 14:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Lisa Novasconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[epilessia]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione epilessia]]></category>
		<category><![CDATA[giornata nazionale dell'epilessia]]></category>
		<category><![CDATA[lega italiana contro l'epilessia (LICE)]]></category>

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		<description><![CDATA[L’epilessia è una malattia neurologica che si manifesta sotto forma di disturbi improvvisi e transitori, le cosiddette crisi, che dipendono sostanzialmente  da un’alterazione della funzionalità dei neuroni. Domenica 6 maggio 2012, in occasione dell’undicesima Giornata Nazionale dell’Epilessia, la Lega Italiana contro l&#8217;Epilessia (LICE) e della  Fondazione Epilessia si sono ritrovate nelle piazze con l’obiettivo di promuovere le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25814" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://blog.pazienti.it/wp-content/uploads/2012/05/epilessia.jpg" rel="lightbox[25813]" title="epilessia"><img class="size-medium wp-image-25814" title="epilessia" src="http://blog.pazienti.it/wp-content/uploads/2012/05/epilessia-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Picture by Functional Neurogenesis</p></div>
<p>L’<a href="http://www.pazienti.it/malattie/epilessia" target="_blank">epilessia</a> è una malattia neurologica che si manifesta sotto forma di <a href="http://blog.pazienti.it/blog/sanita-pazienti-magazine/epilessia-la-tecnologia-che-predice-gli-attacchi/" target="_blank">disturbi improvvisi</a> e transitori, le cosiddette crisi, che dipendono sostanzialmente  da un’alterazione della funzionalità dei neuroni.</p>
<p>Domenica 6 maggio 2012, in occasione dell’undicesima <strong>Giornata Nazionale dell’Epilessia</strong>, la <strong>Lega Italiana contro l&#8217;Epilessia (LICE)</strong> e della  <strong>Fondazione Epilessia</strong> si sono ritrovate nelle piazze con l’obiettivo di promuovere le donazioni per far sì che non si interrompa la ricerca. Ad oggi sono 500.000 le persone che soffrono di <strong>epilessia</strong> in Italia, prevalentemente bambini ed anziani, ecco perché viene ormai definita malattia sociale.</p>
<p>E’ nata un’iniziativa dalla <strong>Fondazione LICE</strong> che coinvolge direttamente i malati nel progetto “Raccontare l’Epilessia”, il primo  Concorso Letterario di Medicina Narrativa, che permette di poter raccontare in prima persona le proprie esperienze di vita legate alla convivenza con questa patologia. I racconti che verranno considerati migliori, saranno raccolti in un libro, che verrà pubblicato in occasione della Giornata Nazionale per l’<strong>epilessia</strong> 2013. Per ulteriori info: <a href="http://www.fondazioneepilessialice.it" target="_blank">www.fondazioneepilessialice.it</a>.</p>
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		<title>Uova e yogurt come non li avete mai immaginati</title>
		<link>http://blog.pazienti.it/blog/lifestyle/uova-e-yogurt-come-non-li-avete-mai-immaginati/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 15:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Lisa Novasconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[asma]]></category>
		<category><![CDATA[cancro alla prostata]]></category>
		<category><![CDATA[colesterolo]]></category>
		<category><![CDATA[rinite allergica]]></category>
		<category><![CDATA[uova]]></category>
		<category><![CDATA[yogurt]]></category>

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		<description><![CDATA[Da recenti studi effettuati dal PCRM, l’Associazione di Medici Statunitensi per una Medicina Responsabile, sono emerse due importanti rivelazioni nel campo dell’alimentazione. La prima riguarda il consumo di uova, già ampiamente messo sotto esame per gli effetti negativi che può arrecare a causa del livello elevato di colesterolo. In questo studio, le uova vengono associate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25809" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://blog.pazienti.it/wp-content/uploads/2012/05/yogurt-e-uova.jpg" rel="lightbox[25808]" title="yogurt e uova"><img class="size-medium wp-image-25809" title="yogurt e uova" src="http://blog.pazienti.it/wp-content/uploads/2012/05/yogurt-e-uova-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Picture by Dan4th</p></div>
<p>Da <a href="http://www.scienzavegetariana.it/news_dett.php?id=1205">recenti studi</a> effettuati dal PCRM, l’Associazione di Medici Statunitensi per una Medicina Responsabile, sono emerse due importanti rivelazioni nel campo dell’<strong>alimentazione</strong>.</p>
<p>La prima riguarda il consumo di <strong>uova</strong>, già ampiamente messo sotto esame per gli effetti negativi che può arrecare a causa del livello elevato di <strong>colesterolo</strong>.</p>
<p>In<a href="http://www.scienzavegetariana.it/news_dett.php?id=1205"> questo studio</a>, le <strong>uova</strong> vengono associate allo sviluppo del <strong>cancro alla prostata</strong>. Si è svolta una ricerca seguendo circa 30.000 uomini: considerando di mangiare due <strong>uova</strong> e mezza a settimana, tutti gli uomini che hanno partecipato a questo studio, hanno aumentato dell’81% il rischio di sviluppare il <strong>cancro alla prostata</strong>. Inoltre, si è riscontrato che se negli gli uomini già colpiti da <strong>cancro alla prostata</strong> si aggiungesse alla loro alimentazione la carne rossa e pollame, il rischio di morte aumenterebbe.</p>
<p>Non risparmia nessuno anche il seguente studio effettuato, invece, su donne in gravidanza, secondo il quale l’assunzione di <strong>yogurt</strong> durante la gestazione aumenterebbe il rischio di problemi respiratori al bambino che potrebbe così soffrire di <strong>asma</strong>. La ricerca è stata effettuata in Danimarca: lo <strong>yogurt </strong>magro creerebbe dunque problemi a livello respiratorio al bambino in età infantile, mentre quello intero potrebbe favorire lo sviluppo di <strong>rinite allergica </strong>nell’adolescenza.</p>
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		<title>Trapianto: un dibattito sempre aperto</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 16:56:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Lisa Novasconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[diritto alle cure]]></category>
		<category><![CDATA[donatori]]></category>
		<category><![CDATA[organo]]></category>
		<category><![CDATA[trapianto]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi giorni fa è stato effettuato un trapianto di cuore all&#8217;ex vice Presidente degli Stati Uniti Dick Cheney. Egli aveva sempre avuto gravi problemi cardiaci fin da giovane: a partire dai 37 anni fino al 201o aveva subito 5 attacchi di cuore. L&#8217;organo gli è stato donato da uno sconosciuto, dopo due anni di attesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25802" class="wp-caption alignnone" style="width: 180px"><a href="http://blog.pazienti.it/wp-content/uploads/2012/05/trapianto.jpg" rel="lightbox[25798]" title="trapianto"><img class="size-full wp-image-25802" title="trapianto" src="http://blog.pazienti.it/wp-content/uploads/2012/05/trapianto.jpg" alt="" width="170" height="170" /></a><p class="wp-caption-text">Picture by MT Silverstar</p></div>
<p>Pochi giorni fa è stato effettuato un <strong>trapianto </strong>di cuore all&#8217;ex vice Presidente degli Stati Uniti Dick Cheney.</p>
<p>Egli aveva sempre avuto gravi problemi cardiaci fin da giovane: a partire dai 37 anni fino al 201o aveva subito 5 attacchi di cuore. L&#8217;organo gli è stato donato da uno sconosciuto, dopo due anni di attesa da parte dell&#8217;ex vice presidente. Si ipotizza addirittura che, nonostante l&#8217;età avanzata del paziente, 71 anni, possa anche tornare alla carriera politica.</p>
<p>La questione dell&#8217;età del paziente che necessita un <strong>trapianto d&#8217;</strong><strong>organo</strong> è ancora molto aperta. Il dibattito si sviluppa nel riconoscere o meno una &#8220;prioirità&#8221; a favorire i più giovani bisognosi a discapito delle persone più anziane. Purtroppo sono argomenti a dir poco spiacevoli, dato che il <strong>diritto alle cure</strong> non dovrebbe escludere o privilegiare nessuno, ma la situazione reale è che i <strong>donatori </strong><strong>di organi</strong> sono ancora in netta minoranza di chi necessita un <strong>trapianto</strong>.</p>
<p>In Italia, dal 2002 ad oggi, sono stati effettuati 402 <strong>trapianti</strong> a persone over 70.  Sicuramente il nostro Paese è uno dei primi nelle classifiche internazionali per <strong>donazioni</strong>, e questo non può che farci onore.</p>
<p>Inoltre, proprio da quest&#8217;anno, il Ministero della Salute ha istituito la Giornata per la <a href="http://blog.pazienti.it/blog/sanita-pazienti-magazine/donazione-dorgani-come-dire-si/">donazione degli organi</a> il prossimo 27 maggio 2012.</p>
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		<title>Pet Therapy? Molto di più</title>
		<link>http://blog.pazienti.it/blog/lifestyle/pet-therapy-molto-di-piu/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 15:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Lisa Novasconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Pet therapy]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre più studi lo confermano: avere un animale a casa fa bene. E non solo alla psiche, protegge anche dalle malattie; difende il cuore e ci risparmia i problemi coronarici. E’ stato effettuato di recente uno studio in Giappone che ha sottoposto ad una valutazione i malati di cuore o altre patologie correlate prevalentemente allo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25791" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://blog.pazienti.it/wp-content/uploads/2012/04/Pet-Therapy.jpg" rel="lightbox[25790]" title="Pet Therapy"><img class="size-medium wp-image-25791" title="Pet Therapy" src="http://blog.pazienti.it/wp-content/uploads/2012/04/Pet-Therapy-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Picture by Noël Zia Lee</p></div>
<p>Sempre più studi lo confermano: avere un animale a casa fa bene. E non solo alla psiche, protegge anche dalle malattie; difende il cuore e ci risparmia i <a href="http://www.pazienti.it/specialita/cardiologia">problemi coronarici</a>.</p>
<p>E’ stato effettuato di recente uno studio in Giappone che ha sottoposto ad una valutazione i malati di cuore o altre <strong>patologie</strong> correlate prevalentemente allo stile di vita: diabete mellito, ipertensione e iperlipemia.</p>
<p>Nei malati e proprietari di cani e gatti si è riscontrata una maggior capacità a gestire i cambiamenti di ritmo cardiaco dovuti a situazioni stressanti di vario genere. Quindi il possesso di animali può essere considerato un modulatore degli squilibri dell’attività nervosa autonoma cardiaca.</p>
<p>La conclusione più chiara è che cani e gatti, così vicini all’uomo, fungono da “sostenitori sociali” oltre che vera e propria compagnia per la vita.</p>
<p>La <strong>Pet Therapy</strong> è stata da tempo riconosciuta e classificata in due sotto categorie: la terapia assistita con animali e l’attività assistita con animali: esse sono un <strong>metodo co-terapeutico</strong> che, attraverso attività ludico-interattive con gli animali, permettono di stabilire e assicurare un miglioramento del livello psicofisico dei fruitori di suddette attività. Inoltre, i vantaggi possono considerarsi anche per gli animali stessi. Quindi un vero e proprio effetto bilaterale.</p>
<p>Le suddette attività possono essere svolte sia in <a href="http://www.pazienti.it/search">strutture sanitarie</a>, in centri di riabilitazione, case di riposo, scuole e centri gestiti da cooperative sociali.</p>
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		<title>Facebook: quello che volevamo sentirci dire</title>
		<link>http://blog.pazienti.it/blog/lifestyle/facebook-quello-che-volevamo-sentirci-dire/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 10:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Lisa Novasconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>

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		<description><![CDATA[Aprile 2012: L’Istituto Auxologico Italiano dell’Università Cattolica di Milano e l‘Institute of Tecnology del Massachussets hanno deciso di coinvolgere i loro studenti a partecipare ad una serie di test atti ad analizzare gli effetti a livello fisico e cerebrale di uno dei social network più famosi al mondo: Facebook. Ricercatori USA e italiani si uniscono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25782" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_25782" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://blog.pazienti.it/wp-content/uploads/2012/04/Facebook1.jpg" rel="lightbox[25779]" title="Facebook"><img class="size-medium wp-image-25782" title="Facebook" src="http://blog.pazienti.it/wp-content/uploads/2012/04/Facebook1-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /></a><p class="wp-caption-text">Picture by amysphere</p></div>
</dt>
</dl>
</div>
<p><em>Aprile 2012</em>: L’<strong>Istituto Auxologico Italiano dell’Università Cattolica di Milano</strong> e l<strong>‘Institute of Tecnology del Massachussets </strong>hanno deciso di coinvolgere i loro studenti a partecipare ad una serie di test atti ad analizzare gli effetti a livello fisico e cerebrale di uno dei social network più famosi al mondo: <strong>Facebook</strong>.</p>
<p>Ricercatori USA e italiani si uniscono per cercare di trovare quello che ancora non si è scoperto, quello che si fatica ad ammettere: <strong>Facebook</strong> rilassa.</p>
<p>La rete social, infatti, permetterebbe l’attivazione di meccanismi in grado di abbassare lo <strong>stress</strong> e regolarizzare la frequenza cardiaca.</p>
<p>I risultati dei test sono stati inequivocabili: è stato registrato un elevato livello di attrazione ed eccitazione nel navigare tra i profili e tra le pagine di<strong> Facebook.</strong></p>
<p>Come sempre, però, vi è il rovescio della medaglia. Il presente studio verrà presto confrontato con uno paritario, realizzato dall’<strong>Università di Oxford</strong>, che andrebbe, al contrario, ad affermare che l’uso smodato di <strong>Facebook</strong> possa ridurre le capacità di attenzione e causare una perdita di empatia.</p>
<p>‘In media stat virtus’, diceva qualcuno…</p>
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